Il mondo del vino
Il rosso che si beve fresco: quali, perché, a che temperatura

D'estate il rosso finisce spesso in fondo alla lista. Troppo caldo, troppo pieno, fuori stagione. Molti però lo scartano per un motivo semplice: lo servono alla temperatura sbagliata. Raffreddato nel modo giusto, un certo tipo di rosso torna in gioco anche a luglio.
Perché un rosso si può bere fresco
Non tutti i rossi sono uguali. Alcuni hanno corpo pieno e tannino robusto, e chiedono un calice più caldo per aprirsi. Altri sono agili, poco tannici, con una bella acidità e un frutto immediato. Su questi ultimi il freddo lavora bene. Abbassa la percezione dell'alcol, rende il sorso più netto, mette a fuoco il frutto. Lo stesso freddo, su un rosso muscolare, irrigidisce il tannino e lo rende spigoloso. La regola quindi è una sola: si raffredda il rosso adatto.
Quali rossi si prestano
Cercate vitigni a bacca rossa di corpo leggero, tannino gentile, freschezza spiccata.
Il Gamay del Beaujolais è il riferimento classico: frutto rosso, poco tannino, grande bevibilità. Il Pinot Nero, quando resta snello e verticale, regge bene una leggera rinfrescata. In Campania c'è il Piedirosso, un rosso agile e profumato che a tavola d'estate dà molto.
In generale funzionano i rossi giovani, poco estratti, con acidità viva. Restano fuori i rossi importanti, tannici, da lungo affinamento: su quelli il freddo lavora contro.
A che temperatura
Questi rossi danno il meglio tra i 12 e i 15 gradi.
Attenzione a due errori opposti. Il primo è prendere alla lettera la formula "temperatura ambiente", nata in case molto più fresche delle nostre d'estate: a luglio una stanza sta ben oltre i 25 gradi, e a quel punto il rosso perde profilo e resta solo l'alcol. Il secondo è il freddo da frigo pieno: sotto i 10 gradi il frutto si chiude e il tannino si irrigidisce.
In pratica bastano 30-40 minuti in frigo per portare la bottiglia nella fascia giusta. In alternativa, qualche minuto in un secchiello con acqua e ghiaccio. Meglio partire un grado troppo freschi: nel calice il vino si scalda da solo.
Da dove partire
Se vuoi qualche riferimento concreto, in boutique trovi una piccola selezione scelta da Maurizio. Il Fleurie Domaine du Chapitre, Gamay del Beaujolais da suoli di granito, va servito sui 13-14 gradi. Il Piedirosso Artus di Mustilli, dal Sannio, affinato in vasi di ceramica, intorno ai 14. Il Pinot Nero Petit Sancaba di Tenuta di Trinoro, da vigne toscane a 650 metri, teso e setoso.
Se non sai da quale cominciare, passa in boutique: ti facciamo assaggiare e scegliamo insieme il rosso adatto ai tuoi piatti e alle tue serate.