Il mondo del vino
Come si legge l'annata di un vino

L'anno stampato sull'etichetta indica la vendemmia da cui proviene l'uva, e per poterlo scrivere la normativa europea chiede che almeno l'85% delle uve sia stato raccolto in quell'anno. Il numero certifica questo e poco altro, eppure è l'informazione su cui si costruiscono più convinzioni sbagliate. La più diffusa è che un'annata più vecchia equivalga a un vino migliore, per cui davanti a due bottiglie della stessa etichetta si finisce per prendere quella con l'anno più lontano. È un criterio che regge solo in una parte dei casi e che negli altri porta a casa la bottiglia sbagliata per l'occasione.
Cosa l'anno non indica
Dall'annata non si ricava quando il vino è stato imbottigliato né quando è uscito sul mercato, e nemmeno se sia già pronto da aprire o per quanto tempo potrà ancora evolvere (o, più semplicemente, tenere). Per capirlo servono altri elementi, a partire dal produttore e dalla denominazione. Chi conosce lo stile di una cantina, per esempio, sa già se i suoi vini hanno bisogno di anni o si bevono presto.
L'obbligo per i vini a denominazione
In Italia, per i vini DOC e DOCG, indicare l'annata è obbligatorio per legge (articolo 31 del Testo unico del vino). Restano esclusi i liquorosi e i frizzanti, oltre agli spumanti che non si dichiarano millesimati. Su un bianco o un rosso fermo a denominazione l'anno quindi c'è sempre, e la sua presenza non distingue una bottiglia dall'altra. Conta piuttosto come è andata quella stagione in quella zona e che cosa ne ha fatto il produttore.
Quanto passa tra vendemmia e vendita
Anche il tempo che separa la raccolta dall'arrivo sullo scaffale cambia molto da un vino all'altro. Alcuni escono pochi mesi dopo la vendemmia, altri restano in cantina per anni, a volte per scelta del produttore e a volte perché lo impone il disciplinare. È il caso del Barolo, che deve invecchiare almeno 38 mesi a partire dal 1° novembre dell'anno di raccolta, di cui 18 in legno, e non può essere venduto prima del 1° gennaio del quarto anno successivo alla vendemmia. Per la Riserva il minimo sale a 62 mesi.
Un Barolo con un'annata in apparenza recente ha dunque già passato diversi anni in cantina, e può comunque essere giovane rispetto a quello che diventerà, cosa che dall'etichetta non si ricava in alcun modo.
Quando l'annata pesa di più
Il numero conta molto dove il clima cambia parecchio da un anno all'altro, perché lì due vendemmie consecutive possono dare vini lontani tra loro. Nei vini fatti per durare a lungo, invece, l'anno serve a capire a che punto dell'evoluzione si trova la bottiglia. E nelle verticali, gli assaggi della stessa etichetta in annate diverse, diventa l'unica variabile in gioco e tutto il confronto ruota intorno a lui.
Pesa meno sui vini da bere giovani, per i quali la freschezza fa parte del progetto e l'annata più recente è spesso quella da preferire. Lo stesso vale per i produttori che selezionano con molto rigore e riescono a mantenere uno stile costante anche nelle stagioni difficili.
Sans année e millesimato
Nello Champagne l'anno in etichetta arriva a cambiare la categoria del vino. Il sans année (o non millesimato) si ottiene assemblando vendemmie diverse insieme a vini di riserva conservati negli anni precedenti, così da mantenere riconoscibile lo stile della maison indipendentemente dall'andamento della singola stagione; le regole della denominazione prevedono almeno 15 mesi in cantina prima della vendita, di cui 12 sui lieviti. Il millesimato proviene invece da una sola vendemmia, che il produttore dichiara solo quando la ritiene all'altezza, e deve maturare almeno tre anni, anche se nella pratica le maison vanno spesso oltre. Sono due idee di vino diverse, e la scelta tra l'una e l'altra dipende da cosa si cerca nel bicchiere.
La domanda da farsi prima di comprare
Quando al banco qualcuno ci chiede quale annata prendere, rispondiamo quasi sempre chiedendo quando pensa di aprire la bottiglia. Se è per la sera stessa conviene orientarsi su un'annata già nel suo momento, mentre se deve aspettare in cantina il ragionamento si ribalta e l'anno più recente può essere quello con più strada davanti. Entrano poi in gioco il produttore e l'andamento di quella stagione in quella zona, elementi che l'etichetta lascia solo intuire e che si chiariscono parlandone.
Se hai già in mente un'annata e non sei sicuro che faccia al caso tuo, passa in boutique e raccontaci l'occasione, oppure scrivici e la scegliamo insieme.