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Aperitivo in casa: piccola guida pratica al bicchiere

— Maurizio Nazzaro
Aperitivo in casa: piccola guida pratica al bicchiere

Aperitivo in casa: piccola guida pratica al bicchiere

Organizzare un aperitivo in casa sembra facile, finché non arrivano gli ospiti e ti accorgi che il bianco è ancora caldo, le bollicine sono già finite e nessuno sa bene cosa versare per primo. Sono dettagli, ma fanno la differenza tra una serata che scorre e una che si inceppa.
C'è un punto da cui conviene partire: prima si decide cosa si beve, poi viene il resto, dal cibo ai tempi. E una volta scelte le bottiglie, restano tre cose pratiche da mettere a posto, quelle che contano davvero quando hai gente a casa: quanto calcolare, a che temperatura servire, quando tirarle fuori dal frigo.

Quanto calcolare a persona

Il modo più semplice per non sbagliare è ragionare per bicchieri, non per bottiglie. Un calice si versa di solito sui 125 ml, quindi da una bottiglia da 750 ml vengono fuori sei bicchieri.
Per un aperitivo che precede la cena, una stima realistica è circa un bicchiere a testa, qualcosa in più se l'aperitivo è il momento principale della serata e si allunga. Se punti tutto sulle bollicine e le servi solo in apertura, due flûte a persona sono una buona base. Poi un margine: una scorta del 10-15% in più ti mette al riparo dagli imprevisti. 

A che temperatura


Qui la regola d'oro è una: quasi sempre serviamo i vini più caldi di quanto dovremmo. Le temperature che seguono sono indicazioni, e possono variare leggermente a seconda della caratterizzazione specifica del vino.
Le bollicine fresche, come il Prosecco ed in generale il metodo charmat, danno il meglio intorno agli 8-10 °C. Un metodo classico o uno Champagne più complessi si possono servire un grado o due più su, sui 10-12 °C, perché una temperatura un po' più alta aiuta a liberare i profumi. Un bianco fermo giovane e secco sta bene sugli 10-12 °C, mentre uno più strutturato regge i 12-14 °C. Il vermouth si beve ben freddo, intorno agli 8 °C, spesso con ghiaccio e una scorza.


Ecco un breve recap delle temperature:


  Prosecco e Metodo Charmat: 8-10°C
  Metodo Classico e Champagne: 10-12°C
  Bianchi giovani e secchi: 10-12°C
  Bianchi strutturati: 12-14°C
  Vermouth: circa 8°C, anche con ghiaccio e scorza

Quando tirarle fuori dal frigo


Il frigorifero di casa sta intorno ai 4-5 °C, più freddo della temperatura di servizio di qualsiasi vino. Una bottiglia presa dritta dal frigo, insomma, è quasi sempre troppo fredda: il bianco si chiude, le bollicine perdono profumo.
Meglio toglierla qualche minuto prima e lasciarla salire, oppure versarla appena fredda e affidarsi al bicchiere, che in pochi minuti porta il vino al punto giusto. Per le bollicine, il secchiello resta lo strumento più affidabile: riempilo per metà di acqua fredda e ghiaccio, così la bottiglia resta in temperatura per tutta la serata. Se cerchi una soluzione più pratica, un raffreddabottiglie può aiutare a mantenere vino, spumante o Champagne già freddi alla temperatura di servizio per circa 2-3 ore, senza bisogno di ghiaccio. Un bianco rimasto a temperatura ambiente, sui 18-20 °C, ha bisogno di tempo in fresco prima di arrivare in tavola.


In che ordine servire


Si parte dal più leggero e fresco e si sale piano. Prima le bollicine, poi un bianco fermo, e se la serata lo chiede si chiude con qualcosa di più strutturato o aromatico, un vermouth o un amaro da aperitivo. È un percorso che accompagna il palato senza affaticarlo e tiene viva l'attenzione fino alla fine.

Resta una variabile


La teoria conta fino a un certo punto: l'aperitivo giusto dipende da chi inviti, da cosa portate in tavola, da che serata hai in testa. Se vuoi arrivare pronto senza tirare a indovinare, passa in boutique e raccontaci cosa stai organizzando. Troviamo insieme le bottiglie giuste, nelle quantità che ti servono.