Sicilia: il vitigno biologico più grande d’Europa

Sicilia: il vitigno biologico più grande d'Europa

Quando pensiamo alla produzione del vino, le prime regioni a venirci in mente sono tutte del Centro-Nord: Piemonte, Veneto e Toscana, in particolare. Eppure, scorrendo il dito fino a all’estremo Sud della cartina geografica, potremmo scoprire una regione in cui l’arte vinicola si è sviluppata rigogliosamente. Fino alla creazione, ad oggi, del più grande vitigno d’Europa. Parliamo della Sicilia, una terra che ha conosciuto tanti popoli e molte tradizioni diverse, e dei suoi 98mila ettari di filari. La stessa superficie dedicata alla vita dell’intera Germania, e tre volte quella della Nuova Zelanda.

Sicilia: il vitigno biologico più grande d’Europa

Di questi, più di 32mila ettari sono dedicati alla produzione biologica. Per potersi fare un’idea, nel 2016 l’intera Italia dedicava alla vite biologica 86mila ettari. Sull’isola 1/4 dei produttori ha ormai scelto la strada del biologico e non ha alcuna intenzione di tornare indietro. Quest’anno le bottiglie prodotte fino al mese di settembre sono state i 9.182.800, il 12,9% delle bottiglie prodotte nel 2021. E a tutela di questo grande patrimonio si sono mossi consorzi e associazioni, perché uve e territori vengano adeguatamente protetti e riconosciuti.

Le iniziative a tutela di un patrimonio inestimabile

“La Sicilia è oggi la prima regione per viticoltura biologica – commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Siciliaun territorio che ha identificato nella sostenibilità e nel rispetto per l’ambiente le parole chiave del sistema vitivinicolo siciliano. Una regione che per prima ha saputo sviluppare un protocollo integrato di sostenibilità che nasce dal basso, dalle esigenze dei produttori e per i produttori. Oggi il settore è sempre più consapevole che solo assumendosi la responsabilità di rispettare la natura e le sue bellezze sarà possibile produrre un vino sempre più ricco di valore e qualità. La sostenibilità è dunque più che mai la chiave per guardare al futuro del vino siciliano e in particolare del brand Sicilia DOC”.

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