Sake: un viaggio nella storia e nella cultura giapponese

Il sake, conosciuto anche come nihonshu (“alcol giapponese”), è una bevanda alcolica fermentata a base di riso che affonda le sue radici nella ricca storia e cultura del Giappone. La sua produzione millenaria lo ha reso non solo un pilastro della gastronomia nipponica ma anche un simbolo di tradizione e festa.

Leggende e Storia:

Le leggende che circondano l’origine del sake sono avvolte dal mistero e ammantate da un’aura di magia. Una delle narrazioni più popolari racconta di Susano’o, il dio del mare e del vento, che ha donato il sake all’umanità come un dono prezioso. Un’altra leggenda parla di una donna che, per purificare un pozzo d’acqua contaminato, ha immerso del riso fermentato, creando così una bevanda divina. Storicamente, il sake ha radici che risalgono al III secolo d.C., con la sua produzione inizialmente concentrata nei monasteri buddisti e nelle corti imperiali. Nel corso dei secoli, la tecnica di produzione si è evoluta e il sakè si è diffuso ampiamente, diventando una bevanda essenziale per le celebrazioni, le cerimonie e i banchetti giapponesi.

Produzione Artigianale:

La produzione del sake è un’arte che richiede maestria e precisione. Si parte dal riso koji-kin, un tipo di riso a chicco corto noto per il suo sapore morbido. Il processo di produzione include diverse fasi, dalla lucidatura del riso all’aggiunta di koji, dalla fermentazione alcolica alla filtrazione e pastorizzazione. Ogni fase contribuisce a definire il gusto unico e complesso del sakè.

Varietà e Classificazioni:

Il mondo del sakè offre una vasta gamma di varietà e classificazioni. Dai Junmai, prodotti solo con riso, koji, acqua e lievito, ai Daiginjo, realizzati con riso altamente lucidato, ogni tipo di sake ha le sue caratteristiche distintive. Le varietà Nigori offrono una consistenza più densa e un sapore dolce, mentre i sakè frizzanti sono ottenuti tramite una seconda fermentazione in bottiglia, aggiungendo una sottile effervescenza al gusto.

Tipi di sake:

Junmai: sake prodotto solo con riso, koji, acqua e lievito, senza aggiunta di alcol.
Ginjo: sake prodotto con riso koji-kin altamente lucidato (almeno il 60%).
Daiginjo: sake prodotto con riso koji-kin lucidato al 50% o oltre.
Nigori: sake non filtrato che presenta un aspetto torbido e un sapore più dolce.
Sparkling: sake frizzante ottenuto con una seconda fermentazione in bottiglia.

Sebbene sia profondamente radicato nella cultura giapponese, la sua popolarità si è estesa oltre i confini nazionali. Negli ultimi decenni, ha guadagnato riconoscimento internazionale ed è oggi universalmente considerato una bevanda sofisticata e versatile, apprezzata per la sua complessità e la sua capacità di abbinarsi a una vasta gamma di cucine.

Armonie Gastronomiche:

Sebbene per noi italiani risulti difficile entrare nella giusta mentalità per accompagnarlo alle pietanze durante i pasti, il sake si presta perfettamente a una varietà di piatti, sia della cucina giapponese tradizionale che di quella internazionale. La sua versatilità consente di accompagnare piatti a base di pesce, carne, verdure e formaggi, e può offrire un’esperienza gastronomica completa e soddisfacente. Oltre ad essere una bevanda apprezzata, il sake è un elemento fondamentale nelle celebrazioni e nelle tradizioni giapponesi. Il rituale del “sakazuki”, il brindisi con il sake, è un momento carico di significato che simboleggia l’amicizia, gli auguri di prosperità e l’unione tra individui.

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