La mela Annurca: un gioiello campano

Provate a chiedere a un campano quale sia secondo lui la mela migliore che esiste. Non saprà cosa rispondervi, perché per lui, o per lei, la mela è solo una: la mela Annurca (più correttamente melannurca, tutto attaccato). In effetti questo frutto delizioso è indissolubilmente legato all’agricoltura campana, una varietà di mele che non ha nulla da invidiare, anzi è superiore, alla quasi totalità delle altre in commercio.

Già due millenni fa, la sua presenza era testimoniata affreschi rinvenuti negli scavi di Ercolano, in particolare nella Casa dei Cervi. Plinio il Vecchio, nella sua opera “Naturalis Historia”, la menziona come “Mala Orcula”, facendo riferimento alle sue origini puteolane, nei pressi del lago d’Averno, sede degli Inferi. La sua buccia rossa, quasi macchiata di sangue, e il suo sapore dolce la rendevano unica e pregiata.

Evoluzione del nome

Nel corso dei secoli, il nome della mela ha subito diverse evoluzioni. Da “anorcola” ad “annorcola”, fino ad assumere la sua denominazione ufficiale “Annurca” nel 1876, grazie al Manuale di Arboricoltura di G. A. Pasquale. Tradizionalmente coltivata nell’area flegrea e vesuviana, spesso in piccole aziende agricole e talvolta in promiscuità con altri frutti e ortaggi, la mela Annurca ha conosciuto una diffusione graduale nel corso del secolo scorso. Dall’area aversana, maddalonese e beneventana, si è espansa nel nocerino, nell’irno, nei picentini e infine in tutto l’alto casertano. Proprio in quest’ultima zona, a causa della conurbazione delle zone costiere napoletane, ha trovato il suo terreno ideale, diventando il fulcro della sua produzione.

Un tesoro di salute e bontà

La mela Annurca non è solo un frutto dal sapore eccezionale, ma anche un vero e proprio tesoro per la salute. Ricca di vitamine, minerali e fibre, è un alleato prezioso per il benessere del corpo. La sua alta concentrazione di antiossidanti la rende un efficace strumento per contrastare l’invecchiamento cellulare e prevenire le malattie croniche. È un frutto estremamente versatile in cucina. Può essere gustata fresca, al naturale o accompagnata da yogurt, miele o granella. È un ingrediente eccezionale per la preparazione di torte, crostate, strudel e altri dolci. Ma la sua vera essenza si esprime nella trasformazione in prodotti tipici campani, come la confettura, il succo, la marmellata e il sidro.

Il sigillo di qualità: il marchio IGP

La mela Annurca IGP (Indicazione Geografica Tipica) rappresenta l’eccellenza assoluta di questo frutto. Prodotta esclusivamente in determinate zone della Campania, la melannurca IGP è sottoposta a rigorosi controlli di qualità che ne garantiscono le caratteristiche uniche e il rispetto del disciplinare di produzione. I produttori campani sono custodi gelosi della tradizione. Con dedizione e passione, si dedicano alla coltivazione di questo frutto prezioso, preservando i metodi di produzione artigianali e garantendo al consumatore un prodotto di altissima qualità.

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