Castello delle Femmine 2020 – Terre del Principe

16.80

Esaurito

Note aggiuntive

Contiene solfiti

Formato

Bottiglia 75 cl

Regione

Campania, Italia

Tipologia

Vini Rossi

Alcol

13,5%

  • Denominazione: Terre del Volturno IGT

  • Vitigni: Pallagrello Nero 50% e Casavecchia 50%

  • Regione: Campania

  • Formato: 75cl

  • Alcol: 13%

  • Temperatura di Servizio: 8-10°C

  • Filosofia Produttiva: Coltivazione Biologica 🌱

  • Tipologia: Vino Rosso

Il vino

Castello delle femmine è prodotto con uve Pallagrello Nero e Casavecchia provenienti per la maggior parte dalla zona di Castel Campagnano. In vigna i principi rispettati sono quelli dell’agricoltura biologica. Le uve vengono vendemmiate in epoche differenti e sono fermentate in acciaio. Dopo la fermentazione i due vini ottenuti vengono messi in blend all’interno di barriques di secondo e terzo passaggio dove maturano per circa 8 mesi. Segue poi un breve affinamento in bottiglia prima della messa in commercio.

Note di degustazione

Castello delle femmine alla vista è di colore rosso rubino cupo. Al naso sprigiona note floreali di rosa canina che si fondono alle note fruttate di ciliegia ed amarena tipiche del Casavecchia, continuando ad ossigenare il calice vengono fuori delicati sentori di spezie tipiche del Pallagrello Nero. Al sorso è pieno, equilibrato, e rispecchia fedelmente i profumi del naso.

Abbinamenti consigliati

Ottimo come aperitivo in abbinamento a formaggi freschi e salumi. È perfetto per accompagnare piatti di carne bianca come il maiale nero casertano.

La cantina

Situata in provincia di Caserta, la cantina Terre del Principe sorge nelle colline attorno a Castel Campagnano, ai piedi dei Massicci del Taburno. È in questa zona da sempre vocata per la viticoltura, che Peppe Mancini nel 2003 ha deciso di fondare quest’azienda, dedicandosi assieme alla moglie, Manuela Piancastelli, alla coltivazione della vite. Dopo qualche anno di sperimentazione, oggi la cantina porta avanti fieramente una filosofia produttiva biologica, che privilegia esclusivamente i vitigni autoctoni, come il pallagrello bianco e il casavecchia, nell’ottica di preservare il patrimonio ampelografico regionale.

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